La musica nell’Antica Grecia e Antica Roma

Alla musica dolce di Orfeo, cessava il fragore del rapido torrente, e l’acqua fugace, obliosa di proseguire il cammino, perdeva il suo impeto … Le selve inerti si movevano conducendo sugli alberi gli uccelli; o se qualcuno di questi volava, commuovendosi nell’ascoltare il dolce canto, perdeva le forze e cadeva … Le Driadi, uscendo dalle loro querce, si affrettavano verso il cantore, e perfino le belve accorrevano dalle loro tane al melodioso canto (…)“.

orfeo, i deliranti

Così  narrò nell’Ercole sul monte Oeta la destrezza illuminante di Orfeo, il più famoso poeta e musicista che la storia abbia mai avuto e che, con la sua musica, allietava tutti coloro che lo ascoltavano, e anche uno dei protagonisti della seconda puntata della nostra storia: la musica nell’Antica Grecia, Antica Roma e nella nascente religione cristiana.

La musica, infatti,  occupò un ruolo di grande rilievo anche per gli Antichi Greci tanto da rappresentare una vera e propria arte insieme alla poesia, alla danza, alla medicina e alle pratiche esoteriche che poteva essere realizzata durante il periodo arcaico, solamente dai professionisti: gli aedi e i rapsodi, coloro che declamavano i miti accompagnandosi con uno strumento musicale e tramandavano le loro melodie oralmente.

Dal VI secolo in poi, la musica diventò, invece, parte integrante del sistema educativo perché era ritenuta in grado di arricchire l’animo delle persone e prese  piede così tra la popolazione anche attraverso l’utilizzo degli strumenti: i più comuni erano la lira, lo strumento sacro al Dio Apollo, e l’aulos , uno strumento a fiato ad ancia sacro al dio Dioniso.

antica grecia, i deliranti

La popolazione romana conquistò la Grecia e portò come bottino di guerra una grande quantità di esponenti nell’ambito musicale, intellettuale e filosofico in patria e inevitabilmente, l’intero sistema culturale romano venne condizionato da quello greco soprattutto dal punto di vista musicale.

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La musica romana, infatti, ereditò dal mondo greco il sistema musicale ma, rispetto alla raffinata cultura ellenica che veniva realizzata con pochi strumenti utilizzati solo per accompagnare il canto ed era considerata componente fondamentale dell’educazione, la musica romana si contraddistinse per il suo essere vivace e soprattutto perse la sua sacralità, essendo associata a divertimenti e feste.

Questi due estremi, l’aulico e il popolare, cominciarono ad instaurare una nuova visione di musica che acquisirà nuovi lati e, diventando un arte adatta al popolo, capace di accompagnare le vicende umane durante il proprio sviluppo come ad esempio la scelta, la nascita e lo sviluppo delle religioni.

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