Rasputin: tra mito e peccato

di Adria Bonanno

Grigorij Efimovič Rasputin nacque a Pokrovskoe il 21 gennaio 1869 e morì a San Pietroburgo il 30 dicembre del 1916, sebbene la sua data di nascita rimane tutt’oggi incerta. I fratelli nati prima e dopo di lui morirono tutti ancora in fasce. Solo l’ultimogenita, Feodosiya, raggiunse l’età adulta. Fondamentalmente Rasputin fu un contadino, ma conquistò la fama quando entrò a far parte della setta dei chlysty, una congregazione clandestina di flagellanti e orgiastici. Da ragazzo fece trapelare un comportamento rissoso che venne vistosamente fuori anche con l’aiuto dell’alcool, di cui abusava periodicamente. I genitori non gli permisero di frequentare la scuola, ritenendola superflua per un semplice contadino; il giovane crebbe così nell’ignoranza, ma questo non gli impedì di avvicinarsi al misticismo ossessivo e alla spiritualità, soprattutto dopo un incidente in cui venne colpito con un bastone: «Provai la gioia della rassegnazione, della sofferenza e dell’ingiuria», a tal punto da intraprendere numerosi pellegrinaggi che gli consentirono di imparare a leggere e a scrivere ma, soprattutto, lo avvicinarono molto alla religione. Nel 1887 si sposò con Praskovia Fedorovna Dubrovina, la quale gli diede sette figli.  La sua fama crebbe ulteriormente quando si sparse la voce dei suoi poteri curativi, tanto che lo avvicinò alla corte dello zar Nicola II.

Zar Nicola II, i deliranti

Aleksej, il piccolo zarevič, era malato di emofilia;

Aleksandra Fëdorovna Romanova, i deliranti la zarina Aleksandra Fëdorovna Romanov, essendo a conoscenza delle sue capacità sciamaniche, ripose molta fiducia in Rasputin e, dopo il suo arrivo, le condizioni di Aleksej migliorarono notevolmente. L’influenza che l’uomo ebbe sulla famiglia Romanov fu tale che crebbero i pettegolezzi sul libertinaggio che il monaco presentò con le dame dell’aristocrazia, puntualmente smentite dalla famiglia reale. Dopo la sua stabilizzazione nella capitale, Rasputin fu circondato da personaggi molto noti, che in cambio di mediazioni per conto della sovrana, erano disposti ad accogliere le richieste che egli faceva loro per conto di postulanti. Per lo zar e la zarina era il contesto perfetto: avevano difatti sempre desiderato un contatto diretto con il popolo, e Rasputin era l’intermediario calzante. Nel frattempo egli si conquistò un ruolo preciso all’interno della società: ogni volta che Aleksej stava male, benché ubriaco, Rasputin tornava immediatamente sobrio e correva a salvarlo. Oltre al suo compito di guaritore a corte, l’uomo sviluppò una singolare quanto oscura teoria: avvicinarsi a Dio tramite gli eccessi e l’abbandono al peccato. La situazione degenera con lo scoppio della I Guerra Mondiale, quando la Russia, sotto la decisione di Nicola II, prende parte al conflitto. Furono infatti molte le persone che videro in Rasputin il colpevole dell’entrata in guerra della Russia. Lui e i suggerimenti confidenziali all’orecchio della zarina avevano, secondo i nobili, hanno contribuito a quella sciagura. La realtà era ben diversa: Rasputin infatti aveva cercato di dissuadere lo zar dalla sua volontà di entrare in guerra con ogni mezzo, ma ogni tentativo fu vano, come il telegramma che mandò direttamente al regnante e alla sua famiglia:

« Credo, spero nella pace.

Stanno preparando un orribile misfatto,

ma noi non ne siamo partecipi »

(Telegramma del 19 luglio 1914)

In questo contesto di enorme tensione sociale e non, iniziano a diventare concreti i dapprima pensieri su come eliminare definitivamente il monaco. Il delitto venne commesso dal principe Feliks Jusupov, che in seguito raccontò i particolari dell’assassinio nelle sue memorie (“Memorie di uno Jusupov”), e la collaborazione di altri personaggi influenti della società russa. Rasputin venne quindi tratto in trappola dapprima con del veleno che però non ebbe l’effetto sperato. Il principe così gli sparò e il suo corpo venne gettato nelle gelide acque del Neva. La zarina rimase devastata dalla terribile notizia della morte del suo carissimo “amico” o meglio, “nuovo amico” (così da lei stessa definito più volte). morte rasputin, i delirantiCon il marito al fronte, era rimasta sola a governare il regno e, disperata, si sottopose a numerose sedute spiritiche per cercare di avere dei contatti con il defunto monaco. Tutto precipita nel 1917 con la Rivoluzione Russa quando, Lenin e i bolscevichi costrinsero Nicola II ad abdicare e, in seguito, furono i mandanti della sua esecuzione. Nicola II e la sua famiglia furono giustiziati in piena notte a Ekaterinenburg. Si concluse così la dinastia dei Romanova. L’esecuzione avvenne un anno e mezzo dopo la morte di Rasputin: questo evento divenne la premonizione più dettagliata e precisa di quest’ultimo, poiché, tempo addietro, comunicò lui stesso allo zar che se il mandante della sua futura morte fosse stato un esponente della nobiltà russa, entro due anni la dinastia imperiale avrebbe subito la stessa sorte.

Fra i molteplici contesti della vita di Rasputin è bene visionare anche quello cinematografico: la filmografia che nacque intorno alle vicende del monaco è vastissima ma definita al tempo stesso “completamente inaffidabile”. Prendendo in considerazione film come: “Rasputin, the Black Monk” (1917), “Rasputin e l’imperatrice” (1932) o ancora, “Hellboy” (2004) fino a “Rasputin” (2011), che sono solo alcune delle trasposizioni cinematografiche riguardo questo misterioso e complesso personaggio, i registi hanno comunque deciso di attenersi ad una versione decisamente romanzata dei fatti.

Indipendentemente dalle sue doti mistiche, vale davvero la pena ricordare un personaggio come Rasputin che riuscì ad imporsi alla famiglia reale, facendo la storia della Russia: difatti, senza i suoi consigli, la storia di questo Paese avrebbe con ogni probabilità preso una piega diversa. Le sue doti mistiche e curative sono incastonate tra mito e leggenda, ma il suo ineguagliabile carisma è sicuramente alla base di un misterioso personaggio che si conquistò a tal punto la fiducia dei regnanti, da meritarsi un posto invidiabile all’interno della storia russa e dei cambiamenti che il suddetto regno subì negli anni avvenire la sua morte.

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