Il Blues, e lo straordinario John Belushi

di Jessica Sanson e Mario Giancristofaro

Cenni storici sul genere

Il blues è il genere musicale che si pone alla base della cultura musicale moderna, si afferma come antesignano e capostipite dei più disparati generi musicali, affondando le sue origini storiche nella cultura musicale afroamericane fra le piantagioni di cotone americane e nelle melodie delle comunità di schiavi afroamericani, il left-motiv e la vera vena artistica che diedero vita, poi,  al fenomeno vero e proprio.

Il blues, dal punto di vista emozionale, viene legato in maniera intrinseca al colore blu che nella cultura anglosassone, è spesso associata ad esperienze di sofferenza interiore e di struggente malinconia, valori e sentimenti che si ritrovano frequentemente nelle vite degli artisti e dei frontman più famosi del genere.

Le basi storiche del blues, sono frequentemente ancora oggi oggetto di scambi di vedute fra numerosi esperti musicali ma, sicuramente, sale agli occhi una marcata attinenza del genere con importanti avi musicali come il gospel e lo spiritual, due  generi musicali di derivazione afroamericana, con particolare attenzione e inclinazione al canto religioso e devozionale che sono caratterizzati dall’utilizzo della buona novella biblica come strumento centrale caratterizzante l’espressività dei testi, tesi ad esprimere attraverso la musica il significato più profondo di fede e sentimento religioso.

Ripercorrere tutta la storia del blues è una strada molto ardua e piena di difficoltà anche a causa dei tanti esponenti del genere e proprio per questo si è scelto in questa sede, di concentrarsi su una delle figure leggendarie del blues moderno, John Belushi e la band dei Blues Brothers, narrando la biografia di questo personaggio che, seppur breve, risulta intensa, piena di contraddizioni e significati alterni.

 

John-Belushi, i deliranti   John Belushi

Nome: John

Cognome: Belushi

Nascita: 24 gennaio 1949 a Humboldt Park, Chicago

Morte: 5 marzo 1982 ad Hollywood, Los Angeles

Sesso: maschile

Nazionalità: statunitense

Professione: attore, comico e cantante

Segno zodiacale: Acquario

Frase celebre: “Se pensi che a nessuno interessi se sei vivo, prova a saltare il pagamento di un paio di rate dell’auto”.

 

Figlio d’immigrati albanesi e fratello maggiore di James, John Belushi è il personaggio che meglio ha identificato lo spirito blues, nel bene e nel male, imponendosi sulle scene artistiche americane sul finire degli anni ’70 come una delle più promettenti e talentuose stelle del mondo comico.

Con una vita fatta di alti e bassi, John ebbe un infanzia felice a Wheaton, un’area metropolitana della Contea di DuPage (distante circa 40 km da Chicago) e il suo estro a far ridere lo accompagnò sin dalle elementari quando gli piaceva fare scherzi agli adulti per far ridere i suoi amici.

Appassionato di football e di batteria, la sua simpatia lo portò a dedicarsi al teatro presso lo Shawnee e a diventare attore professionista, imparando anche l’arte della satira e della parodia

.john belushi carcere, i deliranti

Attivo politicamente  e contrarissimo alla guerra del Vietnam, nell’estate del 1968 mise in piede un trio comico, il “West Compass Player” composto da John, Tino Insada e da Steve Beshekas e con i quali vinse anche il premio “Associate of Arts” per la creatività e la fantasia nel teatro comico.

Dan Aykroyd, i deliranti

Nel 1975, a Toronto, Belushi conobbe Dan Aykroid con cui instaurerà un solido rapporto lavorativo e una profonda amicizia, dapprima diventando la coppia protagonista del Saturday Night Life, programma che negli anni 70’ cambiò generalmente il modo di fare intrattenimento comico nei media americani e poi sfondando letteralmente alla fine degli anni 70 con la “Blues Brothers Band” esibendosi in innumerevoli spettacoli musicali in giro per l’America.

Alla coppia non fu permesso di entrare nei set cinematografici fino al 1978 quando apparirono e letteralmente sfondarono in due pellicole : Animal Brother e The Blues Brothers, diretto da John Landis, in cui venne raccontato proprio la suggellazione dell’amicizia con Danny Aykroyd nonché la storia della sua Blues band, indossando la tenuta nera rappresentativa del gruppo e gli inconfondibili occhiali da sole.

Il successo del film , inizialmente non ritenuto possibile, diede insperato lustro e splendore al narcisistico personaggio dell’attore, cantante e comico, relegandolo a pieno titolo nella storia dell’arte d’oltreoceano.

La sua carriera da cantante e musicista

John Belushi ebbe anche il merito di portare il pubblico a riscoprire il fascino del blues, rivelando un genere alla portata di tutti.

Grande batterista in gioventù, scoprì di avere una forte passione per il canto e,  influenzato anche dai più grandi profili della musica rock degli anni ’60, utilizzò la sua arte canora anche nelle sue scene di comicità,  imitando durante il Saturday Night Live Joe Cocker, John Lennon e Beethoven.

Alla fine degli anni’70 in John scoppiò, improvvisamente, una vera e propria passione per il blues che lo portò ad una seria formazione e che cominciò a proporre anche all’interno degli sketch del duo dei “Blues Brothers” insieme a Dan Aykroyd, , due protagonisti che in appena due anni si trasformarono in vere e proprie icone dello star-system americano.

the-blues-brothers, i deliranti

La colonna sonora del grande film “The Blues Brother” entrò nel cuore del pubblico italiano e non: non solo il classico “Everybody need somebody to love“, ma anche “Theme from Rawhide“, “Gimme some lovin“, “Peter Gunn Theme” e “She Caught the Caty“, “Twist it (Shake Your Tail Feather)“, “Sweet Home Chicago” e “Minnie the Moocher“.

Il progetto del duo che era nato semplicemente come un motivo di comicità, in realtà, divenne musicale in tutto e per tutto trasformando anche le loro carriere finché la morte prematura di John non stroncò ogni nuova realizzazione ma che comunque non spense la fiamma del duo tanto che Aykroyd realizzò ben altri 8 album. Grande successo ebbe anche la cover di “Soul Man”, brano che nacque nella prima metà degli anni 80 dalla voce del duo e riportata poi alla ribalta dagli stessi Brothers tra il ’78 e il ’79 e che, bisogna ammettere, si rivela uno dei brani ancora molto amato dagli utenti di Youtube .

La morte prematura

La vita di Belushi, purtroppo, non fu costellata solo di successi , ma anche da disavventure private, partendo dalla  forte dipendenza dalle droghe che sarebbe, poi, anche la causa principale della sua morte a soli 33 anni, in seguito all’assunzione di un mix letale di droghe.

Nonostante la sua morte resti una delle vicende più chiacchierate, infatti, furono proprio gli occhi di Carly Eveline Smith, una tossicodipendente, a vederlo mentre calava il suo sipario nell’Hotel Chateau Marmont di di Los Angeles, dopo aver praticato con dovizia l’ultima iniezione letale a John.

tomba john belushi, i deliranti

L’ultima settimana di vita di John Belushi fu raccontata nell’accurata biografia del maestro Watergate Bob Woodward “Chi tocca muore-la breve vita di John Belushi” e le strade della cocaina e dell’alcolismo, segnarono per John l’inizio di un viaggio senza ritorno, nel quale il formidabile e vanesio artista dimostrò tutta la sua vulnerabilità, morendo dopo un’intossicazione dovuta ad una miscela di cocaina ed eroina (speedball) all’età di 33 anni.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *