Kurt Cobain e i Nirvana

Kurt Cobain

Nome Kurt Donald

Cognome Cobain

Nato 20 febbraio 1967 ad Aberdeen

Morto 5 aprile 1994 a Seattle

Sesso Maschile

Nazionalità Statunitense

Professione Cantautore, chitarrista e pittore

Segno zodiacale : Acquario

Frase celebre: “C’è gente che fa del male ad altra gente senza motivo e io vorrei massacrarla. Ma l’unica cosa che riesco a fare è urlare in un microfono.

Inserito nel 2014 nella Rock and Roll Hall of Fame e nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stones, Kurt Cobain rappresentò una vera e propria icona per i giovani di quasi due generazioni, una figura in grado di influenzare ancora oggi sia la musica che la cultura giovanile in sé.

Nato presso il Grays Horbre Hospital ad Aberdeen, i primi anni della sua infanzia furono felici e già  alla tenera età di 2 anni, cominciò a manifestare interesse per la musica, arte che poi suggellerà la sua vita, trasformandolo in un vero e proprio mito, e per il disegno, imparando a rappresentare con precisione i suoi personaggi preferiti dei cartoni Animati e dei film come Aquaman, Paperino, Topolino e Pluto.

Nel 1975, i genitori di Kurt divorziarono, un evento traumatico per Kurt che aveva solo 7 anni e che lo accompagnerà per tutta la sua vita, trasformandolo improvvisamente in un bambino introverso e infelice perché come dichiarò, successivamente, durante un’intervista :” Non riuscivo più a guardare in faccia alcuni dei miei compagni di scuola perché desideravo avere una famiglia normale; volevo quel tipo di sicurezza e lo rinfacciai ai miei genitori per parecchi anni”.

Per il suo settimo anno, Kurt ricevette in regalo da sua zia Mary una chitarra elettrica della Blue Hawaii totalmente disastrata, nonostante il parere contrario della madre, e dopo aver imparato a suonare alcune melodie con Back in black degli AC-DC e Stairway to heaven dei Led Zeppelin iniziò a scrivere le proprie canzoni, scegliendo di suonare con la mano sinistra e trasformando la sua scelta una vera e propria particolarità.

Nel 1982 avvenne il fondamentale incontro con Buzz Osborne, il cantante dei Melums che non solo gli fece conoscere gruppi come i BlackHage e gli MCD ma gli diede una fondamentale impronta che si ripercosse poi anche nella musica dei Nirvana e strinse una profonda amicizia con un suo compagno di classe, Myer Coftin che era dichiaratamente omosessuale.

Il 1985 fu un anno estremamente difficile: dopo aver definitivamente rotto ogni rapporto con i genitori per i cattivi risultati a scuola nonché il rifiuto della ricerca di un lavoro, fu cacciato da casa e visse per un certo periodo con alcuni amici e, successivamente, nella sua Playmonth Valiant sotto il ponte che congiunge Aberdenn a Cosmopolis (anche se molti personaggio come Krist Novoselic smentirono questo suo periodo di vagabondaggio).

Da questa sua esperienza di vita nacque la canzone Something in the way, contenuta nell’album Nevermind.

 

nirvana, i deliranti

I Nirvana

Avvicinatosi alle filosofie del buddismo e del gianismo e sensibilizzato ai temi del sessismo, del razzismo e della omofobia ( Novoselic era gay e la stessa sorella di Cobain era lesbica) nel 1987 Kurt Cobain, insieme a Krist Novoselic, fondò il gruppo musicale Nirvana, ispirandosi al concetto buddista del “Nirvana”, ovvero la libertà dal calore e dalla sofferenza del mondo esterno nonché l’ideologia etica del punk rock di allora.

Dopo il vano successo di “Love Buzz”, la popolarità della band iniziò a crescere negli ambienti rock di Seattle quando pubblicarono nel 1989 l’album Bleach (trad. candeggina)con l’etichetta indipendente Sub pop Records , il cui nome derivava da una campagna pubblicitaria dall’epoca contro l’AIDS che invitava i tossicodipendenti a pulire i loro aghi con la candeggina.

Il 1990 fu un anno decisamente importante per il cantante sia sentimentalmente che lavorativo: grazie, infatti, all’album Newermind i Nirvana raggiunsero la fama, entrando nel main stream del sottogenere del rock grunge che divenne il genere rock dominante della prima metà degli anni 90 insieme ai Pearl Jam, Alice in Chains e i Sound garden.

Con il pezzo Smells like teen spirit raggiunge la prima posizione nella classifica Billboard 200: i Nirvana divennero, così, la più grande rock band dell’inizio degli anni 90 e le loro canzoni diventarono molto ascoltate sia in radio che in Mtv.

Il successo, però, che fece diventare i Nirvana un fenomeno mondiale insieme mise a disagio Kurt che decise di concentrarsi maggiormente sulla musica del gruppo, tanto che, nel 1993, pubblicarono l’album in Utero e il singolo Heart-shaped box vinse gli Mtv Video Music Award nella sezione Alternative Video.

Sempre nel 1990, Kurt Cobain conobbe in un night club di Portland la donna che lo accompagnò sino alla sua morte, Courtney Love, leader e cantante della rock band Hole di 3 anni più grandi: solo un anno dopo, nacque tra loro una relazione “instabile” dato anche il frequente uso di droghe di entrambi.

Nel 1992, subito dopo la fine del tour australiano, Kurt e Courtney si sposarono a Waikik, nelle Hawaii e il 18 Agosto nacque a Los Angeles la sua unica figlia, Frances Bean Cobain, riprendendo il suo nome da quello della cantante dei Vaselines, Frances Mokee e dalla forma del feto della figlia durante un’ecografia che ricordava a Cobain la forma di una fagiolo (bean).

Nonostante la sua vita professionale avesse raggiunto l’apice del suo successo, in realtà, la vita privata di Cobain venne sempre più minata dalla depressione e dall’abuso di droghe perché iniziò a preoccuparsi del fatto che la sua musica stesse venendo strumentalizzata dal troppo successo: il consumo di eroina cominciò ad aumentare a dismisura e lo portò ad allontanarsi sempre più dagli altri membri del gruppo fino quasi a trasformarlo in un eremita nonché a litigare sempre più con Courtney Love.

Dopo il concerto del Tour Europeo al Terminal Einz di Monaco, che si rivelò poi l’ultimo della sua carriera, iniziarono una escalation di azioni che costrinsero addirittura la moglie Courtney a contattare un investigatore privato per le sempre più frequenti assenze.

La mattina dell’8 Aprile 1994, il corpo di Cobain venne ritrovato privo di vita nel garage della sua casa da un elettricista della Veta Electric che era giunto lì per installare l’illuminazione di sicurezza: si pensò subito ad un suicidio e questa versione venne confermata da subito dall’autopsia: un colpo di fucile auto inflitto alla testa insieme ad un’altissima assunzione di cocaina.

L’elettricista, insieme al corpo, trovò inoltre quella che sembrò una lettera di suicidio ma che, in realtà, per l’investigatore Tom Grant sembro più che altro un addio al mondo della musica e a quello terreno.

La lettera di suicidio, indirizzata al suo amico immaginario d’infanzia “Boddah”, cercò di raccontare tutti i suoi rimpianti e gli avvenimenti della sua vita che vi proponiamo integralmente.

 

Per una tragica coincidenza, Cobain morì a soli 27 anni entrando a far parte del cosiddetto Club27, gli artisti morti prematuramente all’età di 27 anni tra cui possiamo ricordare Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison.

 

letter_suicidio_kurt, i deliranti

La lettera della morte

« Vi parlo dal punto di vista di un sempliciotto un po’ vissuto che preferirebbe essere uno snervante bimbo lamentoso. Questa lettera dovrebbe essere abbastanza semplice da capire. Tutti gli avvertimenti della scuola base del punk-rock che mi sono stati dati nel corso degli anni, dai miei esordi, intendo dire, l’etica dell’indipendenza e di abbracciare la vostra comunità si sono rivelati esatti. Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole. Per esempio, quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me, non è come era per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne ritraeva energia e io l’ho sempre invidiato per questo, ma per me non è così. Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo (e l’apprezzo, Dio mi sia testimone che l’apprezzo, ma non è abbastanza).

Ho apprezzato il fatto che io e gli altri abbiamo colpito e intrattenuto tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Io sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere un po’ stordito per ritrovare l’entusiasmo che avevo da bambino. Durante gli ultimi tre nostri tour sono riuscito ad apprezzare molto di più le persone che conoscevo personalmente e i fan della nostra musica, ma ancora non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l’empatia che ho per tutti. C’è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste. Il piccolo triste, sensibile, ingrato, Pesci, dell’uomo Gesù! Perché non ti diverti e basta? Non lo so. Ho una moglie divina che trasuda ambizione ed empatia e una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia.

Bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male. E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali. Non posso sopportare l’idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me. Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall’età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente. Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto che mi avete dato negli anni passati. Io sono troppo un bambino incostante, lunatico! E non ho più nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.

Pace, amore, empatia. Kurt Cobain.

Frances e Courtney, io sarò al vostro altare.

Ti prego Courtney continua così, per Frances.

Perché la sua vita sarà molto più felice senza di me.

VI AMO. VI AMO. »

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