Parafilie sessuali: il sadismo.

 “Sfortunatamente devo descrivere due libertini; aspettati perciò particolari osceni, e scusami se non li taccio. Ignoro l’arte di dipingere senza colori; quando il vizio si trova alla portata del mio pennello, lo traccio con tutte le sue tinte, tanto meglio se rivoltanti; offrirle con tratto gentile è farlo amare, e tale proposito è lontano dalla mia mente. “

(Donatien Alphonse François de Sade)

  Un’ esistenza tumultuosa, condotta sul filo del rispetto delle regole di convivenza civile e sociale, violandolo diverse volte, attraverso la messa in atto di condotte violente spesso concluse con la sua incarcerazione.  Il conte De Sade  è stato scrittore, filosofo, poeta, drammaturgo. Amante della cultura e delle buone maniere, ha composto  numerosi testi erotici e saggi in cui venivano celebrate tutte quelle esperienze volte a infliggere sofferenza e umiliazione verso il prossimo, con l’esclusivo fine di ricavarne eccitazione e piacere sessuale.

Tutte le sue opere appaiono popolate  di personaggi, spesso appartenenti all’alta aristocrazia, ben educati e dai modi gentili, ma dominati dal costante bisogno di liberare i propri impulsi di tipo sessuale, attraverso la sopraffazione e la violenza su delle vittime designate,  come accade nei protagonisti del romanzo intitolato “Le 120 giornate di Sodoma”.

Donatien Alphonse François de Sade, i delirantiNon è un caso se il termine sadismo trovi in questo personaggio le origini della propria storia etimologica.  La meticolosità e crudezza con le quali vengono descritti  i soprusi e violenze messe in atto dai protagonisti, se da un lato possono destare scalpore o raccapriccio  nel lettore, d’altra parte costituiscono materiale prezioso per psicologi in materia di perversioni sessuali.

sadismo, i deliranti   Il sadismo è classificato nel DSM IV( Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) come disturbo parafilico di tipo sessuale e come disturbo di personalità. Il comportamento è caratterizzato dal costante bisogno di umiliare e maltrattare il prossimo o  una persona in particolare, al fine di procurarne piacere o eccitazione di tipo sessuale.

Freud parla del sadico, come colui che ha necessità di ribaltare i ruoli rispetto a degli abusi subiti durante l’età infantile o adolescenziale. In quest’ottica indispensabile appare il legame tra aggressività e sessualità

   Sulla stessa linea di pensiero si pongono gli studi Louise Kaplan psicoanalista americana, la quale ha fornito una descrizione precisa sul sadico e sulle condotte tipiche. La psicoanalista parte parlando delle  perversioni sessuali, ossia quei comportamenti che prevedano tutte, o almeno, una di queste caratteristiche: attività sessuali che prevedano l’uso di oggetti inanimati con lo scopo di raggiungere l’eccitazione sessuale, rapporti sessuali con altri esseri umani caratterizzati da sofferenza o umiliazione; attività sessuale con un partner non consenziente. La  perversione sessuale si caratterizza per la valenza rituale dell’atto; questo viene  eseguito sempre nello stesso modo, in maniera stereotipata e ossessiva. La perversione sessuale ben si differenzia dalle modalità di espressione sessuale di tipo  trasgressivo caratterizzante alcuni tipi di coppie, in questo caso i partner hanno libertà di scelta del comportamento e delle modalità di coinvolgimento.  La  perversione ha lo scopo di alleviare un forte stato di ansia o di sofferenza psicologica spesso legato  a ricordi dell’infanzia o adolescenza, fase in cui la personalità è in uno stato di immaturità.

Il più delle volte, il perverso è una persona che nel suo passato ha subito abusi o traumi di natura sessuale, che non sono mai stati rielaborati e hanno lasciato danni nella struttura di personalità. Attraverso la perversione, l’adulto cerca di esorcizzare vecchi traumi emotivi, questo può avvenire reiterando la violenza subita assumendo lo stesso ruolo, ad esempio, del sottomesso, oppure invertendo i ruoli, e quindi, assumendo il ruolo di dominante.

L’identikit del sadico appare costellato tipicamente da comportamenti volti alla trasgressione delle regole, spesso contrari alle leggi, il più delle volte nel sadico sono presenti tratti di personalità di tipo paranoide. Il sadico sessuale, in particolare, sarebbe profondamente un soggetto preoccupato e ossessionato dalla paura di fare degli errori, di essere punito da parte dell’autorità.

   Per concludere, si sa, ogni categoria diagnostica una volta rilevata e descritta ci conduce alla mente e agli occhi immagini di persone visibilmente disturbate e pericolose. Tuttavia, il sadismo non si esprime esclusivamente attraverso il canale sessuale, ma molto spesso percorre anche le vie della vita di tutti i giorni, basti pensare a comportamenti quali il mobbing, spesso espletato in ambito lavorativo o il trolling, fonte di disturbo prevalentemente sui forum online, in entrambi i casi possiamo individuare un fine comune: mettere in difficoltà e umiliare l’altro.

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