Sterminio all’ombra del Vaticano

di Maurizio Di Fazio

STERMINIO CATTOLICO DI 50MILA BAMBINI DAL ’22 ALL’84 IN CANADA MEDIANTE TORTURE: MANDATO D’ARRESTO INTERNAZIONALE PER IL GOVERNO CANADESE, IL PAPA E LA REGINA D’INGHILTERRA.

Il massacro dei 50mila bambini canadesi, avvenuto con sistematica crudeltà e ripetuto uso di torture fra il ’22 e l’84, non è tra gli orrori più noti nella storia dell’umanità. Non se ne parla molto: è coinvolto direttamente il Vaticano, il Papa stesso, il Governo canadese, la Regina d’Inghilterra, diversi funzionari. Oltre sessant’anni di violenze inaudite, descritte nel testo riportato qui sotto. Ora c’è un mandato d’arresto internazionale. Il genocidio è compiuto. La tragedia consumata.
La gravità di questo massacro perpetrato e compiuto metodicamente, con ferocia orribile e giustificato da bolle pontificali e poi tenuto nascosto o minimizzato fa tremare chiunque abbia un cuore umano. Non smetteremo di seguire questa folle storia d’orrore. Il filmato mostra immagini terribili. Seguono l’articolo del Manifesto (2010) e l’intervento di oggi di Francesco Zanardi, segretario ligure di Democrazia Atea. Se Joseph Ratzinger voleva veramente ripulire la Chiesa cattolica da orrori come questo si possono capire meglio ora le sue parole. Ma la pulizia non dipende da un uomo solo per quanto potente. Ci troviamo forse a una svolta della storia dell’umanità: in cui i poteri secolari consolidati possono essere messi in discussione, grazie alla circolazione delle informazioni tramite Internet. Lo stesso Zanardi ha dichiarato che la Chiesa stessa, pur cercando di tacitare le peggiori notizie, non ci è riuscita grazie al Web. La libertà d’informazione è in grave crisi proprio perché, tra l’altro, ha a disposizione strumenti mai così forti e rapidi. Abusi sessuali, sterilizzazione di massa, decine di bambini morti nelle scuole cattoliche del Canada tra il 1922 al 1984.
Centinaia di sopravvissuti provenienti da dieci diverse scuole residenziali degli stati canadesi della British  Columbia e dell’Ontario hanno descritto, tutto sotto giuramento, le seguenti torture, inflitte fra il 1922 ed il 1994, a loro stessi e ad altri bambini, alcuni di solo cinque anni di età: si va dallo stringere fili e lenze da pesca attorno al pene dei bambini;  inserire aghi nelle loro mani, guance, lingue, orecchie e pene; tenerli sospesi sopra tombe aperte minacciando di seppellirli vivi; costringerli a mangiare cibo pieno di vermi o rigurgitato; dire loro che i genitori erano morti o che stavano per essere uccisi; denudarli di fronte alla scolaresca riunita e umiliarli verbalmente o sessualmente; costringerli a stare eretti per oltre 12 ore di seguito sino a quando non crollavano; immergerli nell’acqua ghiacciata; costringerli a dormire all’aperto durante l’inverno;  strappare loro i capelli dalla testa;  sbattere ripetutamente le loro teste contro superfici in muratura o in legno; colpirli quotidianamente senza preavviso tramite fruste, bastoni, finimenti da cavallo, cinghie metalliche decorate, stecche da biliardo e tubi di ferro;  estrarre loro i denti senza analgesici;  rinchiuderli per giorni in stanzini non ventilati senza acqua né cibo;  somministrare loro regolarmente scosse elettriche alla testa, ai genitali e agli arti.

Ciò che si pone il comitato per prima cosa è:

1. Identificare il posto dove sono sepolti i bambini morti in queste scuole cattoliche, e ordinare che i loro resti vengano restituiti ai loro familiari per una degna sepoltura.

2. Identificare e consegnare le persone responsabili per queste morti.

3. Divulgare tutte le prove riguardanti questi decessi e i crimini commessi nelle scuole residenziali, consentendo il pubblico accesso agli archivi del Vaticano ed altri registri delle altre Chiese coinvolte.

5. Revocare la politica del Vaticano, in parte formulata dall’attuale Papa, che richiede che vescovi e preti tengano segrete le prove degli abusi subiti da bambini indigeni nelle loro chiese invitando le vittime al silenzio.

6. Venire in Canada di persona per visitare i quartieri più poveri, dove abitano i sopravvissuti delle scuole residenziali, e chiedere perdono a queste persone per il genocidio e per la politica messa in atto dalla sua Chiesa nei loro confronti, e giurare pubblicamente che tali azioni e politiche non si ripeteranno mai più.

7. Presentarsi davanti al Tribunale Internazionale sui Crimini di Guerra e sul Genocidio in Canada per rispondere alle accuse che lui e la sua chiesa siano responsabili per la distruzione e la morte di milioni di Nativi Americani.

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