La storia della musica.

di Jessica Sanson

La musica è viva.

In alcune canzoni ci riconosciamo, nutriamo un senso di appartenenza, come se fossero state scritte per noi, e nonostante il tempo passi le sensazioni e i sentimenti non cambiano.

La musica è vita.

musica è vita, i delirantiSin dall’antichità la musica ha occupato gran parte della vita di ogni ceto sociale, diventando manifesto di oppressione e di libertà, inno alla violenza durante gli anni duri dei totalitarismi ed è stata capace di accompagnare cambiamenti storici che non si immaginava potessero accadere.

Questa rubrica avrà come obiettivo proprio quello di raccontare la musica… nei vari periodi storici, nelle varie civiltà e di come in particolari momenti si sia trovata a ricoprire un ruolo fondamentale in quella che sarebbe diventata la Storia.

La musica: lo sviluppo nell’Antico Egitto e nel Vicino Oriente

Siamo alla prima puntata della nostra storia: una storia che comincia da molto molto lontano, parliamo dell’era Paleolitica.

I primi suoni si ipotizzano siano stati realizzati semplicemente mantenendo un  semplice ritmo, infatti, prima della creazione di una vera e propria melodia scritta su di un pentagramma (per intenderci la musica classica o comunque la musica strumentale in genere), comparvero i primi suoni, o rumori, realizzati direttamente dall’uomo (pensiamo al ritmo cadenzato di mani e piedi che era realizzato per imitare il battito del cuore) o con l’ausilio di strumenti rurali creati al momento. Il ritmo e i vocalizzi, nella vita quotidiana, erano usati sopratutto per allietare lavori molto faticosi come ad esempio il raccolto od esorcizzare la paura prima di una battuta di caccia.

Col passare dei secoli, attraverso gli scavi nel cimitero reale della città sumerica di Ur, è stato possibile scoprire come la musica era in realtà parte di un qualcosa di molto più grande di un semplice incoraggiamento, dato che la si ritrova addirittura affiancata ai testi sacri dell’Ebraismo, ricongiungendosi ad esempio alla figura di Jubal, personaggio citato nella Genesi 4:21, definito come: “ il padre di tutti quelli che suonano la cetra e il flauto” .

Genesi 4-21, definito come- “ il padre di tutti quelli che suonano la cetra e il flauto” , i deliranti

Piano piano le popolazioni si sono rese conto dell’effettivo potere della musica, che può essere sorbita quotidianamente per la sua affascinante bellezza, usata come collante per il popolo od usata per uno scopo più profondo in rituali di tipo religioso, forse anche perché si riteneva che avesse un’origine divina, e che nella mitologia degli Antichi Egizi, fosse una dei valori dotata di grande energia, e che grazie ad essa sia stata possibile la creazione del mondo e degli esseri umani.

Questo compito della musica viene raccontato attraverso il mito dell’occhio di Horus, dalle origini millenarie:

“Il dio del male Seth strappò un occhio al dio Falco Horus che, privato del suo organo essenziale cadde a pezzi.

Thot, il dio della sapienza, decise di voler ricostruire il corso di Horus per poter ridonargli la vita ma quando si accorse della mancanza di quell’organo così importante non poté completare la sua opera perché sarebbe rimasta incompiuta. Durante la ricerca dell’occhio, venne colpito da una musica misteriosa che lo riportò fino alla ultima parte del corpo di Horus: Thot si si accorse che la musica proveniva dall’occhio, o meglio, l’occhiodi tutta la musica esistente.”

Partiamo dai fondamenti…. ma chi è Thot?

dio thot, i delirantiSecondo la mitologia egizia la figura di Thot si sarebbe autocreata come la musica ha creato se stessa. Gli uomini e il mondo sono un’immagine della musica, che a loro volta, sono caratterizzati  da quest’ultima ogni volta che un essere vivente ha composto anche una semplice melodia sulla terra in cui vive, inevitabilmente, ha imitato una divinità riproponendo in questa maniera l’infinito atto della creazione del Dio.

La mitologia egizia sottolinea che la musica rappresenta la vera essenza della realtà, che loro stessi chiamano: substrato.

Quando la musica si trova in un luogo naturale, ossia, in una posizione intrinseca delle cose, non può essere udita perché rispecchia l’armonia assoluta dove questa si trova. Proprio per questo motivo anche una semplice armonia, nel momento in cui veniva percepita nel mondo reale non c’era più speranza, solo disordine od in casi estremi la morte, questo perché il corpo dell’essere vivente veniva sottratto dalla realtà, conducendolo alla pazzia, per questo la musica veniva utilizzata nei riti funebri come un richiamo alla vita e come tentativo di ricordare il proprio carospiritualmente.

Sempre dalla mitologia dell’Antico Egitto troviamo un’altra spiegazione nella quale la musica rappresentava uno dei cardini principali per la spiegazione dell’origine del mondo.

Secondo il racconto infatti:

Il mondo avrebbe avuto origine dalla Parola, ovvero dalla musica che gli Egizi interpretavano quasi come un grido, una risata articolata su 7 note musicali crescenti che appartenevano al Dio Thot: ogni risata portava alla nascita di realtà divinizzate come la Terra, il giorno, la Notte…

Per questa motivazione, il numero 7 è molto caro alla simbologia egiziana ed è considerato il modello mistico di perfezione che tutt’oggi viene utilizzato nelle arti musicali, in astronomia, nei calendari e nelle arti mistiche.

Il resto continua la prossima settimana…

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