In bilico tra dolore e piacere: il masochista

di  Sara Anaclerio

Il «masochismo» è l’incapacità di sentire il piacere se non nella sofferenza o la capacità di trarre piacere dalle sofferenze?

                                                                                                                                                                                                        Karl KrausKarl Kraus, i deliranti

L’essere umano,  tendenzialmente, per natura è perennemente alla ricerca della felicità, alla conquista di tutto ciò che possa procacciargli piacere e soddisfazione. C’è una categoria di persone, tuttavia, che paia trarre piacere da tutte quelle situazioni che procurino sofferenza ed umiliazione, vivendo una sorta di piacere nella sofferenza. La storia ci ha lasciato, in eredità, un lungo elenco di narrazioni di eventi relativi a percosse, flagellazioni e torture che venivano inferte a scopo prevalentemente sessuale. Tali descrizioni, tuttavia,venivano considerate solo dei mezzi di eccitazione, una sorta di afrodisiaco preliminare all’atto sessuale vero e proprio.
E’ nel XIX secolo che il masochismo viene classificato come una perversione sessuale per indicare come nella perversione il piacere è dato dalla pratica perversa in sé. L’atto sessuale, normalmente inteso, nella perversione non ha bisogno di essere consumato, anzi di norma viene evitato.

Krafft Ebing, i delirantiKrafft-Ebing  nel 1869 nel suo “Psicopatologia Sessuale” descrisse per primo, in maniera accurata, questa perversione tradotta in un’ atteggiamento servile verso la donna, alla ricerca dell’umiliazione e della punizione fisica ritenute indispensabili ai fini del godimento sessuale.

E’ a Krafft-Ebing che dobbiamo la denominazione di masochismo,  ricavata dal cognome dello scrittore austriaco Leopold Von Sacher-Masoch, i delirantiLeopold Von Sacher-Masoch che divenne celebre ai suoi tempi per le sue opere, un centinaio di racconti e romanzi, dal contenuto sorprendentemente monotono: un uomo diventa per amore oggetto delle peggiori umiliazioni e subisce ogni tipo di crudeltà.

Le donne che animano i suoi racconti  sono sempre belle, autoritarie, vestite di pellicce ed armate di frustino.
In  “Venere in pelliccia” un uomo subisce le solite umiliazioni per amore e per giunta viene anche picchiato ed umiliato dall’amante di lei.
Attualmente il masochismo rientra  tra le parafilie sessuali, è  un  disturbo di personalità e rappresenta il lato complementare del sadismo.

Freud in  “Tre Saggi sulla Teoria Sessuale,” introduce per la prima volta il termine per designare quelle situazioni in cui il soggetto cerca l’umiliazione per raggiungere il piacere sessuale. In altri casi la dinamica violenta del rapporto è richiesta e ricercata a livello esclusivamente inconscio. Questo succede dal momento che conscio e inconscio si esprimono seguendo canali diversi di comunicazione. In concreto, una persona può dichiarare di non volere una storia o una rapporto violento, tuttavia tende a lamentarsi perché si troverà perennemente alle prese con quel tipo di relazione. In altri casi, la violenza viene ricercata  attivamente, questo capita nei casi di soggetti che hanno subito violenze e abusi in fase infantile o adolescenziale. In questo modo l’individuo penserà che l’unico modo in cui sia possibile relazionarsi con l’altro passi attraverso il canale della sofferenza e del maltrattamento, tanto da giungere a desiderarlo. Per Freud e il mondo psicodinamico la violenza ricercata dal masochista non sarebbe altro che il tentativo di scongiurare una posizione più violenta e più temuta come la castrazione.

Dati epidemiologici suggeriscono che il sadomasochismo oggi è prevalentemente maschile e che c’è una prevalenza di masochisti rispetto ai sadici

  A tale proposito, in una ricerca condotta in Finlandia, (Sandnabba et al.- 1999) attraverso la somministrazione di un questionario è emerso che 164 uomini di età compresa fra i 21 ed i 51 anni, frequentatori di locali   si è visto che l’88% di loro praticava sesso tradizionale prima di dedicarsi ad attività sado-masochista. L’età media in cui avevano preso consapevolezza di questi desideri era intorno ai 18-20 anni, la prima esperienza intorno ai 21-25 anni, nella maggioranza dei casi valutata come un’esperienza positiva. La preferenza sadica o masochista può cambiare nel corso della vita: in genere passando dal masochismo al sadismo.

Come abbiamo visto nel caso del sadismo, anche parlando di masochismo possiamo individuarne delle ripercussioni non esclusivamente nella sfera sessuale.

Il masochismo sociale può fare la sua comparsa, ad esempio, nel contesto lavorativo.

Ciò che rappresenta dispiacere per una persona normale diventa per il masochista fonte di piacere, in questo modo l’esistenza del masochista tenderà ad essere costellata costantemente dalla ricerca del dolore come prima fonte di piacere.

                                                                                                                             

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